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Come si misurano i terremoti

Parametri importanti per capire la forza e l'effetto di queste manifestazioni.

di Valentina Cervelli 11 gennaio 2015 10:20

Come si misurano i terremoti? Vi sono due fattori poterlo fare. Ovviamente per poter definire bene la forza di un sisma è necessario tenere da conto di tanti elementi ma conoscerne intensità e magnitudo può essere sufficiente per noi.

Sono molti i parametri dei quali tenere da conto. A livello scientifico, per uno studio serio e necessario degli effetti al fine di combatterli sono necessari ipocentro, energia rilasciata e coordinate ipocentrali. Ma sono essenzialmente due le grandezze usate per classificare i terremoti come già detto: la magnitudo e l’intensità. La prima si misura con la Scala Richter.

Magnitudo

La magnitudo di un terremoto tiene il conto della quantità di energia trasportata da un’onda sismica e viene misurata attraverso i dati raccolti con il sismogramma, analizzando l’ampiezza di oscillazione dello strumento e la stima della distanza dall’epicentro rispetto dove si trova il rilevatore. La scala Richter, prende il nome dal suo inventore che nel 1935 definì la magnitudo come Richter come il logaritmo in base 10 dell’ampiezza massima, misurata in micron, della registrazione ottenuta con un sismografo standard, di un terremoto avvenuto ad una distanza epicentrale di 100 Km dalla stazione.

Intensità

Essa classifica gli effetti che un terremoto ha sulle costruzioni sul terreno e sulle costruzioni. E’ uno strumento impreciso perchè la rilevazione dei danni dipende da tutta una serie di fattori imprecisi e non costanti in questo caso. L’intensità massima ovviamente sarà calcolabile all’epicentro del sisma: essa diminuirà man mano che ci allontaneremo da quel punto. Di solito questo parametro è calcolato attraverso l’uso della scala Mercalli.

Photo Credits | hakandogu / Shutterstock.com

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