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4 curiosità sulle mummie

Tecniche differenti e macabri particolari che le caratterizzano.

di Valentina Cervelli 3 novembre 2015 10:51

4 curiosità sulle mummie per comprendere quanto effettivamente la conservazione dei morti fosse radicata nell’uomo fin dalla sua nascita. Quando pensiamo alle mummie il primo pensiero corre agli egiziani. In realtà non è così, grazie anche all’utilizzo di diversi materiali e reazioni chimiche atte alla preservazione.

1. Mummie “affumicate”

Vi era un vero e proprio macabro commercio di piccole teste mummificate di persone Maori della Nuova Zelanda nel corso del 1800. Le teste che venivano ricavate dopo un lungo processo che prevedeva l’eliminazione del cervello, l’affumicamento, la cucitura e la riempitura con la gomma e che inizialmente erano per la popolazione autoctona modo per conservare i defunti o trofei di guerra, iniziarono a venire realizzate su ordinazione utilizzando gli schiavi.

2. Cadaveri vivi

E’ la tecnica messa a punto, in quanto a mummificazione da  Gunther von Hagens, il quale espone i corpi trattati come se fossero vivi.

3. Mummie Chinchorro

Le mummie chinchorro sono le più antiche mai ritrovate, antecedenti addirittura quelle egiziane. Il metodo di conservazione dei corpi è tecnicamente molto cruento: venivano spellate e private degli organi interni, pulite e riempite di argilla, alghe e ramoscelli. In seguito poi il corpo veniva ricomposto, rivestito con la pelle della persona o di foca in caso di problemi e dipinto. Salvo poi essere completato con parrucche e maschere di argilla.

4. La torba mummifica

Non si può sfruttare solo la mancanza di umidità per mummificare ma anche le reazioni chimiche naturali del corpo a contatto con alcuni elementi. Un grande esempio ne è la torba. Numerose mummie sono state ritrovate in perfetto stato di conservazione, risalenti all’età del bronzo.

Photo Credits | Andrea Izzotti / Shutterstock.com

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