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Su Marte tsunami giganti scatenati da asteroidi

Onde alte fino a 120 m generate dall'impatto con un asteroide avrebbero segnato la superficie di Marte.

di michelecostanzo 25 maggio 2016 15:22
Marte tsunami

Tracce di due giganteschi tsunami sarebbero visibili sulla superficie di Marte e fornirebbero una conferma indiretta della ricchezza d’acqua che caratterizzava il ‘pianeta rosso’ in epoche remote. L’ipotesi arriva da uno studio del ricercatore Alexis Rodriguez del Planetary Science Institute di Tucson recentemente pubblicato nel database Scientific Reports di Nature.

Molti studi sulla geografia marziana ipotizzano la presenza di un vero e proprio oceano settentrionale continuo e di grande estensione. Tuttavia la linea di costa che geologicamente dovrebbe definire questo oceano è in parte discontinua o di difficile definizione. Una delle ipotesi che emerge dallo studio è proprio che l’effetto di grandi tsunami abbia modificato rapidamente la regione costiera portandola ad assumere la forma attuale. Due diversi impatti con asteroidi avvenuti a grande distanza temporale sarebbero in particolare la causa di alcune formazioni molto caratteristiche individuate sulla superficie di Marte.

Un primo grande impatto databile attorno ai 3,4 miliardi di anni fa avrebbe generato un grande tsunami in grado di spostare rocce fino a 10 m di diametro. L’acqua che in questo modo avrebbe invaso l’entroterra sarebbe quindi ritirata verso l’oceano creando solchi e canali. Un nuovo impatto con un asteroide avvenuto a milioni di anni di distanza avrebbe quindi generato una seconda onda con effetti altrettanto devastanti. Per effetto però della temperatura molto più bassa l’acqua spinta sulla costa sarebbe in parte ghiacciata assieme alle sabbie ed alle rocce trascinate dal moto. Da questo ‘fango’, con la progressiva evaporazione dell’acqua, deriverebbero alcune formazioni ricche di detriti.

Marte tsunami

La presenza di tsunami nei mari di Marte è stata ipotizzata anche in diversi studi precedenti. In un calcolo simulato si è ipotizzata la formazione di onde in grado di propagarsi con velocità fino a 20 metri al secondo e di raggiungere sulla costa altezze fino a 120 m.

[Via | Nature]
[Photo Credits | NASA/JPL]

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