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Rosetta, sulle comete i mattoni della vita

La missione Rosetta continua a sorprendere. Dai dati raccolti nuove conferme sul ruolo delle comete sulla vita organica.

di michelecostanzo 1 giugno 2016 14:58
Cometa Glicina 67P-Churyumov-Gerasimenko

Continua a produrre risultati straordinari la missione Rosetta dell’ESA. Partita nel 2004 la sonda Rosetta ed il suo lander Philae hanno aperto una nuova finestra scientifica su quei misteriosi quanto affascinanti corpi celesti che sono le comete. Un recente studio, pubblicato su Science Advances e realizzato da un gruppo di ricercatori guidati da Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, ha rilanciato la suggestiva ipotesi che proprio le comete possano svolgere un ruolo chiave nell’innesco della vita.

Il gruppo di ricercatori ha analizzato un insieme di dati relativi alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko raccolti dallo spettrometro di massa ROSINA (Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis), uno degli strumenti di analisi più avanzati a bordo della sonda Rosetta. I risultati come accennato sono stati decisamente interessanti dal momento che è stato possibile dimostrare la presenza sulla cometa di glicina, un amminoacido non polare di formula bruta C2H5NO2.

La glicina è una delle molecole più semplici tra gli amminoacidi ed è presente in misura significativa in molte proteine. Le misurazioni raccolte da Rosetta rappresentano i primi dati strutturati che dimostrano la presenza della glicina nello spazio. Queste nuove misurazioni confermano i sorprendenti risultati ottenuti già dieci anni fa con la missione Stardust che raccolse grani di polvere della cometa Wild 2. Anche in quel caso nei frammenti raccolti vennero individuate numerose molecole organiche.

Cometa Glicina 67P-Churyumov-Gerasimenko

I nuovi dati raccolti tramite Rosetta oltre alla glicina hanno evidenziato altre molecole come metilammina ed etilammina. Picchi nella presenza di queste sostanze sono stati rilevati soprattutto nei punti di maggiore vicinanza al Sole nell’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Anche questo risultato confermerebbe l’importanza della luce solare come innesco per la formazione delle più elementari molecole organiche.

[Via | Science Advances]
[Photo Credits | ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0]

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