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Cassini, su Titano fiumi di idrocarburi

La missione Cassini svela l'esistenza di una rete di canali naturali su Titano.

di michelecostanzo 16 agosto 2016 6:02
Cassini saturno Titano

La missione spaziale Cassini continua a svelare nuove caratteristiche su Saturno e sui suoi satelliti. Uno dei dati emersi in questi ultimi giorni riguarda Titano, il maggiore dei satelliti di Saturno, la cui superficie è attraversata da profondi canyon percorsi da veri e propri fiumi di idrocarburi.

La scoperta, pubblicata in un recente numero del Geophysical Research Letters, si deve ad un team di ricercatori guidati da Valerio Poggiali dell’Università La Sapienza di Roma. I ricercatori sono partiti dai dati raccolti in un passaggio ravvicinato del 2013 tra l’orbiter Cassini e la superficie di Titano. In quell’occasione il radar interno alla sonda è stato utilizzato per analizzare la superficie e l’altimetria del satellite attraverso misurazioni degli echi radar.

Da questa analisi è emersa una vera e propria rete di canali superficiali con larghezza fino ad un chilometro, pareti inclinate a 40° ed una profondità che in alcuni punti supera i 550 metri. L’origine di questi canyon è ancora di difficile valutazione anche se gli autori dello studio ipotizzano che possano essersi generati da complessi fenomeni di sollevamento del terreno e di variazione del livello del mare. Si tratterebbe quindi di un processo incredibilmente simile a quello che sulla terrà ha dato vita al Gran Canyon.

Ma il dato forse più rilevante dello studio è però legato allo stato attuale dei canali. Le risposte al segnale radar suggeriscono infatti che i canyon di Titano siano attraversati da veri e propri fiumi di idrocarburi rimasti in forma liquida. Alle rigide temperature di Titano gli idrocarburi mostrano quindi una notevole analogia con l’acqua sulla superficie della Terra.

L’ulteriore sviluppo di questo tipo di analisi potrà in futuro a migliorare la comprensione dei fenomeni geologici che si verificano su Titano.

[Via | Nasa]
[Photo Credits | NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell]

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