Vaccini pediatrici, ecco perché devono continuare ad essere obbligatori

La vaccinazione pediatrica contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (Mprv) deve rimanere obbligatoria. A stabilirlo è il Consiglio Superiore di Sanità (Css), rispondendo a un quesito posto a dicembre 2025 dal Ministero della Salute.

A nove anni dall’approvazione della Legge Lorenzin, il Css conferma la necessità della misura sulla base dei dati epidemiologici, delle evidenze scientifiche e delle coperture vaccinali raggiunte.

I dati positivi della vaccinazione pediatrica obbligatoria

I dati mostrano infatti un trend positivo: la copertura a due anni per Mpr è passata dall’87,2% del 2016 al 94,7% del 2024. Ora la palla passa agli uffici del ministro Orazio Schillaci per l’approvazione formale.

Nonostante la legge del 2017 prevedesse una verifica triennale dell’obbligo, i controlli non erano mai stati effettuati. Schillaci è il primo ministro a promuoverli, muovendosi all’interno di un governo di centrodestra in cui alcune componenti politiche hanno spesso ostacolato l’obbligatorietà. Tra i segnali di questa sensibilità scettica figurano le storiche posizioni della Lega e le accese polemiche per le nomine, poi revocate, del comitato vaccini (Nitag), che avevano visto coinvolti esperti critici verso le immunizzazioni. Proprio il mancato rinnovo del Nitag ha portato il Ministero a rivolgersi direttamente al Css.

Cosa dice Burioni sui vaccini pediatrici obbligatori

La decisione del Css trova il pieno sostegno del virologo Roberto Burioni (Università Vita-Salute San Raffaele), che sottolinea l’importanza di inviare un segnale chiaro contro la disinformazione. Secondo il medico, tutelare la salute pubblica non è una questione ideologica.

Burioni evidenzia inoltre il valore strategico della scelta italiana di fronte al cambio di rotta degli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump sta ridimensionando le raccomandazioni sulle vaccinazioni pediatriche, con il rischio di un ritorno di malattie prevenibili. Grazie infatti a queste vaccinazioni in età pediatrica, tantissimi virus sono completamente spariti dalla circolazione. Se insomma non ci fosse più l’obbligo di vaccinare i propri figli contro le malattie sopracitate, ecco che potrebbero ritornare in auge quei virus che erano stati completamente debellati.

Soddisfazione è stata espressa anche da Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori PD e promotrice della legge del 2017. La senatrice ha accolto con sollievo il parere del Css, definendolo una conferma fondamentale della validità scientifica della misura. Tuttavia, Lorenzin non manca di sollevare dubbi sulle motivazioni politiche che hanno spinto il governo a mettere in discussione l’obbligo. Secondo la parlamentare dem, elementi come lo stallo del Nitag, le incertezze sulla cooperazione internazionale e i ritardi nei piani di prevenzione rivelano un’insofferenza sotterranea di parte della maggioranza verso la scienza e le istituzioni sanitarie indipendenti.

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