Piante in pericolo, ecco cosa emettono per comunicare un attacco

Attraverso una scoperta sensazionale è stata svelata una sostanza di pericolo che le piante attaccate da parassiti trasmettono ai loro simili.

di Roberto S. 8 Ottobre 2019 9:59

E’ stata fatta una scoperta davvero incredibile che riguarda le piante, le quali riescono a trasmettere ai propri simili un segnale di pericolo quando si ritrovano sotto attacco, emettendo il cosiddetto “odore della paura”.

Sappiamo come le piante in pericolo siano praticamente attaccate da parassiti che rischiano di danneggiarle seriamente, fino a procurarne spesso la morte. In agricoltura si tende ad utilizzare prodotti chimici contro questi parassiti, ma chiaramente la qualità del prodotto ne risente. Un aiuto concreto potrebbe allora arrivare da questa scoperta sensazionale fatta da Andrè Kessler della Cornell University, studio tra l’altro pubblicato anche sulla rivista Current Biology, un modo per riuscire a dare un forte contributo alla lotta biologica contro i parassiti in agricoltura.

pianta solidago in pericolo

In cosa consiste la scoperta sulle piante in pericolo?

Di cosa parla quindi questa scoperta sulle piante in pericolo? Nel dettaglio queste piante in pericolo, quando sono sotto attacco dai parassiti, lasciano sprigionare una particolare sostanza, definita “odore della paura” che è considerato un segnale d’allarme universale ed è formato da un mix di molecole organiche volatili, che serve ad allertare le piante vicine e allo stesso tempo a respingere i parassiti. Si potrebbe in questo modo salvaguardare le piante in pericolo attraverso l’intercettazione di questi segnali, controllandoli in prima persona dagli agricoltori. Alcuni biologi sono riusciti ad intercettarli attraverso un esperimento effettuato sulla pianta Solidago altissima, nota ai più come verga d’oro.

L’esperimento per scoprire “l’odore della paura” delle piante in pericolo

I ricercatori hanno praticamente simulato la situazione di pericolo, con alcune piantine infestate da uno scarabeo e poi le hanno inserite al centro di gruppi di piante sane, tutte in vaso e separate da teli di tessuto, in modo da evitare che potessero ricevere segnali attraverso le radici o per contatto diretto. Con il passar delle settimane i ricercatori hanno controllato le molecole volatili emesse dalle piante in pericolo, mettendole a confronto con quelle non attaccate dallo scarabeo e qual è stato il risultato finale? Le piante che sono state attaccate dall’insetto producono lo stesso mix di molecole volatili, un segnale d’allarme universale che induce le piante sane vicine ad alzare le difese. Si hanno dei cambiamenti metabolici e chimici che le aiutano ad affrontare gli attacchi, una sorta di anticorpi che permettono di difendersi, seppur non sono però dotate di una sistema immunitario come quello dell’organismo umano. Una scoperta sicuramente interessante per la salvaguardia delle piante.

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