Le forme del teflon e come lavorarlo

di Redazione 25 Ottobre 2023 8:52

Conosciuto per la sua resistenza agli agenti chimici e alla temperatura, il teflon è un materiale che può essere declinato in forme differenti e sottoposto a diverse tecniche di lavorazione. La versatilità è, insomma, uno dei punti di forza del teflon, che si presta a essere modellato, a seconda dei casi, per assecondare un ampio assortimento di necessità. Un materiale per certi versi unico, usato in molteplici settori sia per le doti di resistenza nei confronti degli agenti esterni, sia per il suo ridotto coefficiente di attrito. Ma non è tutto: il teflon, che anche sotto pesi ridotti ha proprietà meccaniche di compressione e trazione scarse, vanta una resistenza eccellente sia alle alte che alle basse temperature.

Le forme del teflon

Un nastro in teflon, un manicotto stampato, una barra forata estrusa, una lastra: sono numerose le configurazioni che possono essere assunte da questo materiale. E se è vero che le sue caratteristiche intrinseche sono già di per sé straordinarie, ciò non toglie che esso possa essere additivato con varie cariche per garantire il conseguimento di molteplici obiettivi. L’aggiunta di grafite, un materiale che vanta un ridotto coefficiente di attrito e una buona resistenza all’usura, è raccomandata per applicazioni in condizioni di alta velocità, mentre quando c’è bisogno di una significativa resistenza all’attacco chimico e allo scorrimento si può ricorrere alla fibra di vetro. Ancora, il teflon additivato con il carbone – che è caratterizzato da una buona resistenza alla deformazione e conducibilità termica – viene impiegato quando è necessaria la dissipazione di cariche elettrostatiche. Il bronzo, infine, viene additivato in assenza di lubrificazione e in condizioni di alta velocità, offrendo una buona resistenza all’usura e una elevata resistenza alla compressione.

Le molteplici applicazioni del teflon

Grazie alla sua notevole resistenza, il teflon può essere impiegato per una vasta gamma di applicazioni: e se la più conosciuta è con tutta probabilità quella che riguarda il tipico rivestimento delle pentole e delle padelle antiaderenti, non si possono trascurare le valvole, i filtri e le guarnizioni, protezioni che non possono non essere antiadesive e anticorrosive. Il teflon può essere lavorato, fra l’altro, alla fresatrice e al tornio: sono richiesti tuttavia degli accorgimenti mirati, affinché il materiale non venga danneggiato. La fresatura, in particolare, può essere effettuata a qualsiasi velocità, dal momento che il teflon – come si è visto – è in grado di resistere alle temperature più elevate, oltre a non condurre elettricità e a non essere infiammabile. Il teflon, però, è comprimibile: di conseguenza è consigliabile evitare velocità troppo alte per la rifinitura, per non correre il rischio che un eccesso di forza finisca per alterare la forma del pezzo su cui si sta lavorando.

Il teflon: la tornitura e la lavorazione al laser

Per quel che riguarda le operazioni di tornitura, il discorso è più o meno simile: inoltre, è bene prestare la massima attenzione ai trucioli, i quali sono molto resistenti e quindi rischiano di bloccare il tornio. Visto che il teflon è formato soprattutto da carbonio, esso può essere lavorato attraverso il laser ad anidride carbonica, in quanto è compatibile con la sua lunghezza d’onda. Ecco, quindi, che è possibile effettuare sul materiale diverse lavorazioni, come l’incisione laser, la marcatura, la perforazione e il taglio, ottenendo in ogni caso dei risultati eccellenti. L’interazione fra il teflon e il laser ad anidride carbonica dipende in modo particolare dal potere isolante elevato che caratterizza questo materiale.

Il laser ad anidride carbonica

Nel momento in cui la superficie di un materiale come il teflon viene raggiunta dal raggio laser, in un singolo punto si concentra un’energia particolarmente alta. Si verificano, di conseguenza, delle trasformazioni di carattere fisico o chimico. Più nel dettaglio, per effetto dell’energia che il laser produce si rompono i legami molecolari tra le catene di carbonio e fluoro. Se si sta effettuando un’incisione o un taglio laser, il materiale viene rimosso; se si tratta di una marcatura laser, invece, il teflon è semplicemente sottoposto a una trasformazione chimica. Viste le eccellenti proprietà isolanti del teflon, in corrispondenza del punto di contatto con il laser il calore viene assorbito e non viene disperso nei dintorni.

Perché il teflon può essere lavorato con il laser

Il punto di fusione alto del teflon, poi, ha significative ripercussioni sul comportamento del laser, così come la modesta conduttività termica. Accade, infatti, che la Heat-Affected Zone sia particolarmente ridotta, e nello specifico limitata al punto in cui il raggio laser entra in contatto con il materiale. Ecco spiegato il motivo per il quale le lavorazioni laser che vengono effettuate sul teflon sono caratterizzate da un alto livello di pulizia e di precisione, con scarse possibilità che il materiale venga danneggiato in maniera accidentale o che si verifichi la comparsa di bruciature o di zone di annerimento. L’energia del laser difatti viene assorbita con facilità dal teflon.

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